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LETTORI FIRMATE !Tutelare il prezzo fisso può significare, come in Spagna, Francia e Germania,la possibilità di salvaguardare ed estendere la rete dei piccoli punti vendita.
Far scendere stabilmente i prezzi di copertina è possibile mettendo finalmentefine alle campagne basate su uno sconto elevato basato su un valore dicopertina tenuto artificiosamente alto. Mai più, in sostanza «costa dieci, ma
per un mese lo puoi pagare sette», ma prezzi più bassi pertutto l'anno e pertutti i lettori.
leggete il testo integrale.....
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NOTIZIE , Cultura ,opinioni

 

DA BAZAR ETRUSCO (VEDI LINK A FIANCO )

 

Giuseppe Trinchini ha pubblicato qualcosa in NO PEDAGGIO SULL'AUTOSTRADA SS1 AURELIA
Giuseppe Trinchini 25 luglio 8.34.47
La Tirrenica, ieri senza oneri per lo Stato oggi diventa un debito
24 luglio 2012

Hanno scomodato persino il vice capo-guppo alla camera del PD per ottenere gli aiuti di Stato a favore della SAT per trasformare la pubblica variante Aurelia in autostrada privata a pedaggio, la più inutile e più cara d'Europa.

L'annunciato emendamento dell'Onorevole Michele Ventura del PD testimonia l'ostinatezza con cui un ben definito gruppo di pressione agisce nel tutelare gli interessi privati della SAT e dei suoi soci. L'ultima delibera della Regione Toscana riporta una quantità di inesattezze incredibili ed è insostenibile sia economicamente che giuridicamente.

Si rileva infatti che l’art. 18 comma 2 della legge 183/2012, menzionato nella delibera di Giunta non risulta applicabile alla fattispecie. Ai sensi di tale articolo, l’importo del contributo pubblico a fondo perduto e i relativi termini e condizioni sono posti a base di gara per l’individuazione del concessionario e successivamente riportate nel contratto di concessione.

Tuttavia, non risulta che la società SAT, titolare della concessione, abbia partecipato ad una gara pubblica ed abbia fatto ricorso alla finanza di progetto, per cui sarebbe priva dei requisiti soggettivi per beneficiare delle agevolazioni fiscali.

Si rileva altresì che ogni altra forma di contributo pubblico per il finanziamento delle esenzioni dal pedaggio a favore della società concessionaria, può essere erogata solo nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie sugli aiuti di stato alle imprese. Non rispettare tali normative potrebbe costare caro all’Italia che verrebbe sanzionata dall’Unione Europea.

L'affermazione dell'Onorevole Sani (PD) che il Ministro Grilli non ha mantenuto fede all'impegno di "finanziare" con soldi pubblici il progetto di SAT è un falso storico e sarebbe bene che egli ricordasse tutti i veri mancati impegni di SAT che, non solo ha stralciato di sua iniziativa tutte le opere compensative che si era impegnata a fare a corredo del completamento del corridoio tirrenico autostradale, ma non ha mantenuto fede al progetto del 2008 approvato e licenziato senza alcun onore per lo Stato, condizione "sine qua non" e accettata da SAT.

Oggi, completare il corridoio autostradale tirrenico, non ha nessun vantaggio economico per i territori, lo sa la SAT che ha proposto lo stralcio della parte costosa dell'opera, il tratto a sud di Grosseto, chiedendo di poter continuare nella facile trasformazione in Autostrada del tratto gia esistente della Variante Aurelia, progetto con un alta resa economica dato che il traffico locale non avrebbe alcuna viabilità alternativa.

Se il governo accettasse questa proposta con l'aggiunta delle agevolazioni fiscali indebiterebbe tutti gli italiani per pagare la gabella a SAT e soci.

Sollevati dalle nuove difficoltà della SAT non possiamo però dirci contenti che un'opera inutile e dannosa per i cittadini sia fermata dalla crisi economica e non dal buon senso degli amministratori.

GIULIANO PARODI
coordinamentoTerritoriale
NO-SAT

IL GOVERNO HA AZZERATO L'EFFICACIA DEI CONTROLLI IN MATERIA AMBIENTALE E DI SICUREZZA SUL LAVORO

- Se con il decreto Cresci-Italia il governo Monti ha dovuto fare un passo indietro sulle liberalizzazioni, dai taxi alle farmacie per non parlare delle banche e del settore energia, rimandando l'Imu (ex Ici) per la Chiesa, con il decreto semplificazioni è stato scoperto i rischi per l'ambiente legati ai controlli. Come se il rispetto dell'ambiente potesse essere derogato ai profitti degli imprenditori.

«Il Governo ha pericolosamente azzerato l'efficacia i controlli ambientali e quelli sulla sicurezza sul lavoro". Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi che aggiunge: "Nelle pieghe del decreto sulle semplificazioni (DL n.5 9/02/2012) esiste una norma scandalosa che depotenzia i controlli ambientali e sulla sicurezza sul lavoro e che di fatto svuota di efficacia e di autorità gli enti preposti ai controlli come le Arpa».

L'articolo 14 del DL 5/2012, infatti, prevede 'controlli amichevoli' e la riduzione di controlli in materia ambientale e sulla sicurezza sul lavoro (dalle verifiche 'amichevoli' sono esclusi solo controlli in materia fiscale e finanziaria). Bonelli esprime il suo rammarico citando le parole del capo della Procura di Civitavecchia Gianfranco Amendola (il primo a sollevare la questione in un articolo su Lexambiente): 'con il governo dei professori invece del potenziamento è arrivata la semplificazione dei controlli'.

Controlli amichevoli rischiano di esserlo a danno dei controlli veri, quelli seri. «Questa norma è una follia perché l'efficacia del controllo sta proprio nella verifica senza preavviso. Con i controlli ambientali 'amichevoli' i grandi inquinatori potranno farla franca. La semplificazione delle verifiche consentirà a industrie altamente inquinanti, come ad esempio l'Ilva di Taranto (dove viene emessa il 95% della diossina italiana), di ridurre il numero dei controlli ambientali da parte dell'Arpa che, oltretutto, dovrà realizzarli con preavviso e concordandoli 'amichevolmente' - prosegue Bonelli -. Ciò produrrà una chiara alterazione dei dati perché i controllori dovranno chiedere il permesso ai controllati prima di effettuare le verifiche».

Insomma, le solite regolamentazioni all'italiana, per far finta di essere in regola a scapito dell'ambiente ma soprattutto della salute delle persone. «In questo chi ha il compito di verificare le emissioni o i livelli di inquinamento in aree fortemente contaminate per la presenza di attività industriali altamente inquinanti come Taranto, Priolo, Gela, Milazzo, Brescia, Porto Torres, Piombino, Terni prima di procedere dovrà chiedere il permesso alle industrie, vanificando l'efficacia dei controlli stessi - conclude Bonelli -. Come mai il ministro dell'Ambiente Clini era così distratto da permettere questa norma vergogna che permette di azzerare l'efficacia sulle verifiche ambientali venisse approvata in un decreto?».

DA: http://www.verdi.it/not2011/item/30450-semplifica-italia-o-ammazza-ambiente?.html

L'ASA CHIUDE I CONTATORI ? RIDATECI LE CANNELLE

Dice Dio "la terra è mia!" E tanto più l'acqua, la nostra "sorella acqua" come diceva San Francesco. E oggi l'Asa vuole toglierci questo diritto naturale in nome del Dio Quattrino arrogandosi il diritto di annullare la legge naturale.
II cittadino ha accettato in "principio" di pagare delle tariffe "molto basse" per supplire alla manutenzione di questo bene comune, per sostituire i tubi le vasche i
filtri e per pagare gli operai che controllavano o eseguivano riparazioni. Tutti ciò comportava un spesa che serviva a pagare il servizio e comunque era un servizio pubblico per la salvaguardia della salute e dell'igiene.
Poi nel tempo si è detto
che non era più un servizio pubblico! Ma un servizio che doveva rendere subito sonante e frusciante denaro; e che, dandolo ai privati ci avremmo guadagnato.
Ora che le difficoltà economiche hanno messo in crisi i cittadini: che non hanno
più i denari necessari per una vita dignitosa, che a fatica sopravvivono, ecco arrivare i falchi dell'Asa che tagliano l'acqua. Cosa inconcepibile, dato che l'acqua è un diritto e non un sovrappiù come vogliono farci credere.
Signori politici, ora che vi
abbiamo eletto per rappresentare i nostri diritti, se non possiamo più usufruire del servizio in casa, allora dovrete rimettere le fontanelle per le strade così anche i poveri e diseredati potranno attingere come si faceva una volta, e portarsi l'acqua in casa in appositi contenitori. Sarà un po' scomodo ma almeno non dovremo subire prepotenze.
Enrico Beni
(Piombino) IL TIRRENO 28 GIUNGO 2009

 

 

 

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