| Anche se condizionata dallo strapotere economico
della grande industria, l'amministrazione comunale socialista si impegnò
per un ventennio (fino all'avvento del fascismo) per migliorare l'assetto
della città; si dette, ad esempio, molta importanza all'aspetto igienico.
Nel 1904 era stata insediata una commissione sanitaria, presieduta dal dottor
Ettore Zannellini (poi primario del reparto di medicina del locale ospedale)
con lo scopo di studiare le condizioni sanitarie della città. Tuttavia la situazione doveva rimanere difficile, dal punto di vista igienico, ancora per molti anni, così come era precaria la condizione dei lavoratori in fabbrica, costretti in ambienti malsani e sottoposti frequenti infortuni. |
Le entità morbose che danno maggiore contingente di malattie odi mortalità nel territorio di Piombino sono la tubercolosi, la malaria, la polmonite e le infezioni del tubo digerente. (...) Che la città di Piombino sia terreno più che propizio per malattie di infezione, non è da dubitare. Basti il pensare ai soverchio agglomerato della popolazione, alla eccessiva deficienza della cittadina pulizia, alla scarsezza e poca salubrità delle acque, ed alla natura speciale delle principali industrie cittadine le quali non possono non esercitare una malefica influenza sulla resistenza organica degli operai ad esse adibiti. Se a tutti questi fattori si aggiungono quelli di esser Piombino circondato da zone indubbiamente e gravemente malarica, e di essere i suoi abitanti nella massima parte buoni adoratori di Bacco, si avrà la spiegazione logica di una triste verità che cioè la statistica di mortalità risulta alquanto più alta di quello che possa risultare in molte altre regioni nostre. |
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