Nella società piombinese, la donna era spesso relegata ai lavori domestici e alla crescita dei figli, dato che l'ambiente cittadino, fondato sulle industrie pesanti, consentiva pochi sbocchi alla manodopera femminile. La donna passava così, dopo un periodo di "corteggiamento" e di "innamorarmento" , dalla tutela paterna a quella del marito, questo anche nelle famiglie dove il marito era di idee socialiste od anarchiche. |
Appena ritornato dal lavoro, Alberto faceva la sua visitina in casa, poi scendeva nell'orto. Nel quadrato verde confinante col suo, al di là della rete divisoria, Gisella lo attendeva. Così tutte le sere, meno quelle di festa, che allora, Orazio Ornani, padre della ragazza, era in casa, e guai a farsi vedere insieme. I colloqui dei due innamorati si svolgevano così, dalle cinque alle sei, che a quell'ora l'Ornani ritornava dal lavoro anche lui. Questa situazione incerta non dava segni di schiarirsi e a volte un senso di scoraggiamento prendeva i due giovani. Si volevano bene, non c'erano stati ostacoli familiari alla loro affettuosa intesa, anzi le loro famiglie avevano visto nascere e svilupparsi questa relazione sentimentale con nascosta soddisfazione. Alberto lavorava nello stabilimento alle dirette dipendenze dell'Ornani ed era da questo, anche se non apertamente, considerato e stimato. Avevano l'età giusta: lei venti, lui ventiquattro anni, ma in quanto al sospirato fidanzamento ufficiale, si erano trovati di fronte alla inaspettata riluttanza dell'Ornani, il quale, ora con una scusa, ora con un'altra, cercava di mandare alle calende greche il desiato avvenimento. |
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| Sulla condizione delle donne citiamo anche la testimonianza di Angela Balabanoff |
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