IDENTITÀ' DI UNA CITTÀ' INDUSTRIALE

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Nel primo ventennio del secolo Piombino conobbe uno sviluppo impetuoso. La causa più importante di questa crescita fu l'incremento dell'industria siderurgica: nel 1897, accanto alla Magona,fu creata la Società degli Altoforni e Fonderie di Piombino. Ben presto, con l'ingresso nella società della famiglia Bondi, questa azienda divenne uno dei nuclei più importanti della siderurgia italiana; questo grazie anche ad un notevole rinnovamento tecnologico con l'introduzione del primo processo continuo di produzione (ciclo integrale). Nel 1911 l'azienda entrò a far parte del primo trust siderurgico italiano, l'Ilva.

La situazione della regione [la Toscana] si era già da qualche anno modificata rispetto al lungo periodo di stasi tecnologica ed economica che aveva fatto seguito all'Unità, e che pure non era stato privo di qualche episodio di una certa rilevanza. È infatti verso la fine del secolo che Portoferraio e Piombino divengono i centri della nuova siderurgia italiana (...). Nel secondo centro esistevano alcuni importanti stabilimenti siderurgici: quello della Magona d'Italia, della ditta Ramsay-Spranger e C. per la produzione di bande stagnate, quello della SA Stabilimenti Metallurgici di Piombino, una società in pratica controllata da quella Società delle Ferriere Italiane della quale ci siamo già occupati più volte, che produceva oltre 6.000 t di ferri cilindrici all'anno, l'altoforno a carbone di legna entrato in funzione nel 1899 - della SA Altiforni e Fonderia di Piombino, che, fondata nel 1897, lo aveva costruito dietro suggerimento dell'ing. Dainelli e ne otteneva ghisa di fusione necessaria alla fonderia fiorentina della SA Pignone, i cui proprietari, i Benini, apparivano essere stati i maggiori finanziatori dell'iniziativa, che, in quanto tale, si esauriva poco tempo dopo. Nel 1901, infatti, il forno a carbone di legna venne demolito e la SA Altiforni e Fonderia di Piombino, della quale i Benini avevano abbandonato il pacchetto di maggioranza al gruppo dei Bondi (...) prima minacciava e poi iniziava realmente a costruire un impianto siderurgico a ciclo completo - il primo in Italia, che, partendo dal minerale fuso a coke nell'altoforno, arrivava sino alla produzione di acciaio laminato il cui costo complessivo verrà valutato, alla fine, intorno ai 30 milioni di lire.  
E.G.Mori Studi di storia dell'industria, Ro-ma. 1967, pp.l68/7l
   

Da : Bonelli in Storia di un a realtà siderurgica estrapoliamo :

 

I fatti che ci è dato registrare, da questo punto di vista, risalgono agli anni 1897-1906 e appartengono in pari misura alla traizione siderurgica "toscana", ai risultati cui era pervenuto il progresso tecnico a seguito della rivoluzione industriale e ai modi e ai tempi della industrializzazione italiana. Delle tre iniziative di investimento che all'inizio del Novecento portano alla costruzione di impianti per la produzione di ghisa in altiforni a coke, quella che dette origine allo stabilimento di Piombino fu inizialmente la più "toscana" e, almeno sulla carta, la più carica di continuità con ascendenze siderurgiche regionali e locali. (...) È la famiglia fiorentina dei Benini che nel 1897 costituisce la Società Altiforni e Fonderie di Piombino e possono ormai dirsi toscani a tutti gli effetti coloro che ad essi subentrano, i Bondi, famiglia di origine renana radicatasi in Toscana attraverso l'iniziale attività mercantile livornese e inseritasi dopo l'Unità nei circuiti finanziari nazionali (...).
Il complesso impiantistico di Piombino fu il primo a presentare le
caratteristiche di un vero e proprio centro siderurgico a ciclo integrale-(6) Lo stabilimento di Portoferraio della Società "Elba" era dotato di un'acciaieria Bessemer ma non di laminatoi (...).

1908-10,1953,1964: tre momenti che nella loro stessa sequenza sembrano segnare i tempi e i ritmi dell'industrializzazione italiana e suggeriscono più di una connessione tra questa e lo sviluppo siderurgico (...). La tecnologia del ciclo completo e la struttura iinpiantistica che essa comportava, richiedevano di impostare la gestione industriale su volumi di produzione per quell'epoca assai elevati. Per poter realizzare condizioni di redditività lo stabilimento avrebbe dovuto assicurarsi quelle economie di scala derivanti dalla produzione di grandi quantità di prodotti di base, semilavorati e prodotti finiti. Ma, com'è noto, il mercato siderurgico italiano era allora e sarebbe rimasto per parecchi altri decenni, un mercato estremamente povero, ben lontano, per il tipo e la qualità di domanda che esprimeva, dai mercati dell'Europa nord-occidentale sul cui esempio lo stabilimento piombinese era stato concepito.

 

F.Bonelli

Storia di una realtà siderurgica.

In Acciaierie di Piombino :continuità di una esperienza industriale, Livorno, 1981

   

 

 

 


seguono note a piè di pagina....

6) Nel 1902 nell' altofomo di Portoferraio fu effettuata la prima colata di ghisa al coke ottenuta in Italia, sotto la direzione del celebre ingegnere tedesco Fritz W Lurmann. Nel 1905 venne acceso anche a Piombino il primo altoforno a coke, mentre, nello stesso anno, la Magona costruì un impianto per la produzione di acido solforico per la fabbricazione di bande stagnate. Nel 1907 gli impianti di Piombino erano completi e comprendevano: forni a coke (400 di coke/giomo); due altiforni (300 t ghisa/giorno); un'acciaieria con un mescolatore di ghisa a tre forni Martin; i laminatoi; una fonderia di ghisa; un'officina meccanica; una centrale elettrica; una fabbrica di cemento Portland da scorie da altoforno. Si veda: Ilva, Altiforni e acciaierie d'Italia 1897- 1948, Bergamo 1948 (con numerose foto d'epoca).