IDENTITA' DI UNA CITTA' INDUSTRIALE

PAG. XXI

L'autunno caldo...

Gennaio-marzo `68. Nelle fabbriche si registra il raggiungimento dell'accordo fra Italsider e Sindacati su alcuni temi specifici ma molto significativi (...). Ottobre `68. Gli operai della fabbrica scendono in sciopero; di notevole significato l'adesione degli impiegati che, comunque, scioperano il giorno successivo. Con la ripresa dell'anno scolastico riprende l'attività del movimento studentesco che trova un'importante fonte di dibattito e di iniziativa nella ricerca di un rapporto con la classe operaia in lotta. Ottobre-novembre `68. Il movimento studentesco individua meglio i suoi obiettivi di lotta (...).

Continua la riflessione sul rapporto operai studenti alla quale apporta un notevole contributo l'articolo di Lido Gonnelli. Le due diverse iniziative sul Messico18) e sul Vietnam dimostrano il profondo legame internazionalista del movimento operaio e studentesco piombinese. Novembre `66. Lo sciopero generale nazionale per la riforma del sistema pensionistico indetto il 14 novembre da CGIL-CISL-UIL rappresenta il primo grande movimento complessi vo di lotta del periodo 68/69/70. Anche a Piombino l'adesione è molto forte (...).

Gennaio `69. L'inizio del `69 è segnato dai gravi fatti della Bussola-19). Piombino reagisce con uno sciopero degli studenti e dei lavoratori (indetto solo dalla CGIL): si apre un dibattito tra i sindacati, tra i lavoratori, gli studenti e nella città, sui metodi della contestazione (...). Gennaio-febbraio `69. Le lotte operaie portano i primi risultati con il raggiungimento degli accordi all'Italsider e alla Dalmine (...). Maggio-Giugno `69.11 dibattito fra sinistra tradizionale e nuova sinistra è uno dei motivi ricorrenti di questo periodo (...). Per la Commissione Interna dell'Italsider si vota su 4 liste (...). Maggio-luglio `69. I lavoratori dell'Italsider sono impegnati nella lotta per abolire i cottimi; lotta gestita unitariamente da FIM-FIOM-UILM (...). Settembre-ottobre `69. In piazza Verdi sorge la tenda installata dal comitato unitario FIOM-FIM-UILM per dirigere la lotta contrattuale. È un ulteriore esempio del saldo legame esistente fra città e fabbrica. La tenda diventerà il vero quartiere generale delle lotte non solo dei metalmeccanici, ma di tutte le categorie (...).Novembre `69. Possente sciopero generale del 19 novembre sui temi: casa-salute-fisco. Anche Piombino vive una grande giornata di lotta. Novembre-dicembre `69. A Piombino un grave episodio turba la coscienza civile e democratica: la tenda dei sindacati in piazza Verdi è distrutta da un incendio di chiara origine dolosa. La città risponde con uno sciopero generale di 4 ore e con l'apertura immediata di una sottoscrizione popolare per l'acquisto di una nuova tenda.

 

 

L'autunno caldo a
Piombino,

a cura dì

Coop La Proletaria; mostra Piombino Follonica , 1981 ciclo proprio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    I frutti delle lotte di fine anni Sessanta sono stati molti: ricordiamo soltanto il diritto all'istruzione con la possibilità per gli operai di usufruire di 150 ore annue di congedo ordinario per frequentare corsi di studio (conquista con il contratto dei metalmeccanici del 1973). Anche Piombino fu interessata ai corsi delle 150 ore che furono un'occasione di dibattito all'interno del sindacato e della scuola.

 

 

    Dato l'indice di scolarità dei lavoratori-20)" e proprio in funzione della spinta egalitaria che indirizzava la scelta del contratto del `73 (cfr. inquadramento unico e simili) vennero soprattutto privilegiati i corsi per il recupero della scuola dell'obbligo, di contro ai corsi monografici a livello di scuola secondaria superiore e Università. Questi stessi temi furono dibattuti anche nella zona di Piombino. La funzione e il valore della conquista trovarono una più articolata definizione mediante una serie di incontri/scontri con gli studenti lavoratori del corso serale ITIS: nonostante ripetute pressioni, venne respinta l'ipotesi di configurare le 150 ore come valvola di sfogo per gli studenti lavoratori, nella visione che la conquista non è una risposta ad un bisogno individuale cioè acquisizione personale di un titolo di studio con il quale favorire la mobilità sociale , ma un mezzo di nuovo sapere che nasce nei luoghi di lavoro, strumento di crescita culturale collettiva, della classe e non del singolo. A parte le assemblee di cui sopra, tale processo di chiarificazione non uscì però dal chiuso dei vertici sindacali della zona, FLM, Con-federazioni e SNS-CGIL. All'inizio, l'intervento del Sindacato Nazionale Scuola CGIL di Piombino, non è stato marginale, soprattutto perché, anche se in maniera ambigua, si trovò a cogestire l'esperienza delle 150 ore per farla partire concretamente e in tempi non troppo lunghi: infatti alcuni insegnanti vi scorsero uno strumento importante per la riforma della scuola secondo una prospettiva di classe-(21). L'inserimento dei lavoratori nella scuola veniva sentito come dirompente rispetto all'istituzione ancora chiusa, nonostante il sessantottesco movimento di contestazione, che per altro aveva coinvolto prevalentemente le componenti interne, studenti e insegnanti. Pur con sfumature ideologiche diverse, a seconda delle posizioni ideologiche politiche, il fatto era concepito come un "attacco" della classe operaia alla scuola per contestare l'impianto borghese. Per questo furono dibattuti due nodi centrali e in stretto rapporto fra di loro: il tipo di scuola (Media Inferiore o Superiore) in cui inserire l'esperienza delle 150 ore e conseguentemente la relazione che era possibile/necessario stabilire con il Movimento Studentesco. Una prima ipotesi, in sintesi, vedeva nella Scuola Superiore l'unico terreno in cui poter realizzare la effettiva unità fra il movimento dei lavoratori, e degli studenti e quindi un modo per uscire, calandoli nella prassi, dall'astrattezza degli slogans; l'altra si preoccupava maggiormente delle difficoltà inerenti alla riacquisizione degli strumenti critico-conoscitivi e della maggiore estensione possibile dell'esperimento, stante il bisogno egalitario che motivava la conquista: strategie diverse per un unico obiettivo politico di fondo. Le scelte generali operate a livello nazionale si sovrapposero al dibattito zonale indirizzandolo verso la seconda alternativa e ponendogli temi più circoscritti (articolazione dei programmi, metodi ecc.) e scadenze a breve termine per la necessità di cominciare.

 

La Commisione '150 ore' della sns-cgil

della zona di Piombino, M. Bernardini C. Lessi, Ricucci, M. Miele, Esperienza e prospettive delle 150 ore, in "CFR, Piombino n. 1 1975 pp.31-2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



segue note a piè pagina...


 18) Il 12 ottobre, prima dell'apertura della XIX Olimpiade a Città del Messico, la polizia messicana aveva massacrato decine di studenti che erano scesi in piazza per protestare contro il governo.






 19) Il 131 gennaio 1968 un gruppo di studenti militanti di "Potere Operaio" (vedi nota 18) si raduna davanti al locale notturno "La Bussola" di Marina di Pietrasanta (Lucca) per protestare contro gli sprechi dei clienti borghesi. La polizia reagì in modo duro e uno studente, S. Ceccanti, fu gravemente ferito, rimanendo poi paralizzato per le lesioni subite.







 20) Nel 1971 circa il 70 per cento della forza lavoro italiana non possedeva neanche la licenza media.







21)Non dimentichiamo che nel 1973 vennero approvati i decreti delegati che dovevano aprire una nuova gestione sociale della scuola.

 

 

 

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