IDENTITA' DI UNA CITTA' INDUSTRIALE

PAG. XIX

sembra ci sia l'America ....

Nel 1969 gli addetti erano 4.904 dato il carattere di industria pesante i dipendenti sono quasi totalmente di sesso maschile; infatti le donne sono soltanto 70, di cui 66 impiegate(·~·)· Dei 4.904 addetti gli operai sono 3.883 (79,18%); i rimanenti 1021 addetti sono suddivisi in 298 intermedi, 704 impiegati e 19 dirigenti. 11 sistema di valutazione in atto nel Gruppo Italsider è basato sulla cosiddetta "Job Evaluation" o paga di classe (...). Cosi l'azienda, annullando le tradizionali qualifiche professionali dei lavoratori siderurgici, ha istituito 24 classi o "piazze" di lavoro per gli operai, 10 per i lavoratori della categoria speciale e 16 per gli impiegati (...).

Il carattere di zona depressa della Maremma, la mancanza di centri(Livorno dista 82 km e Grosseto 79 km) che possono esserere considerati città vere e proprie, ha fatto sì che Piombino non fosse soltanto un polo d'attrazione per i territori situati subito a ridosso, ma interessasse , via via che il suo sviluppo si accresceva, centri ed aree situate a distanze sempre maggiori (...). Il fenomeno della pendolarità, per quanto riguarda Piombino, si può dire che è nato nel 1960,con la fusione della Cornigliano e dell'Ilva nell'attuale Italsider (...). Le assunzioni di massa, effettuate dalle industrie piombinesi nell'arco di tempo compreso tra il 1960 e il 1963, determinarono un flusso migratorio verso Piombino, ma questo riguardava quasi soltanto i lavoratori neo assunti da altre regioni o dai comuni più distanti. Per ciò che riguarda l'Italsider, negli ultimi dieci anni soltanto 305 dipendenti dei 1572 assunti fuori comune sono immigrati a Piombino. Già nel 1960, con l'assorbimento dei 250 lavoratori delle Fonderie Ilva di Follonica, fu creato un apposito servizio giornaliero di autobus, uno per ogni tipo di turno di lavoro (...).

Dei 4.904 dipendenti dell'Italsider (31 dicembre 1%9) ben 3.530 (71,98%), abitano nella zona urbana, compresi i sobborghi (SaIivoli, Fiorentina, Cotone, Poggio all'Agnello). Se è difficile, all'interno ditale area individuare la residenza di tutti i dipendenti, possiamo però indicare due quartieri abitati esclusivamente da operai e impiegati dell'Italsider. È il caso della "zona nuova" di Salivoli sorta nell'ultimo dopoguerra con caratteristiche di quartiere residenziale tra il golfo omonimo e le pendici del Monte Massoncello, 3 km a NordOvest del centro cittadino. Favorita dalle più favorevoli condizioni paesistiche, e climatiche (soprattutto lontana dai fumi dello stabilimento) ha conosciuto uno sviluppo intensissimo a partire dal 1960; è da quest'anno infatti che la Società Italsider ha iniziato a costruire, con capitale proprio e pubblico, un vero e proprio villaggio aziendale. Sono stati realizzati fino ad oggi 603 appartamenti, assegnati esclusivamente, con la formula del riscatto, ad altrettante famiglie dipendenti. Altra borgata nata all'inizio del secolo, anch'essa come villaggio aziendale dell'allora Ilva, è quella del Cotone, situata a 2 km dallo stabilimento, sulla strada Piombino-Venturina; per quanto da due anni si parli di una prossima demolizione del quartiere, che è tuttora di proprietà aziendale, vi abitano 230 famiglie di dipendenti (...).

La borgata Cotone, di proprietà aziendale, situata proprio a ridosso dello stabilimento, ma quasi a 2 km dalla portineria centrale, consiste in un complesso di una decina di grossi edifici di vecchia costruzione (furono ultimati nel 1908) che ospitano 230 famiglie di dipendenti e 14 negozianti. Sono brutte case grigie tutte uguali, pressoché direttamente inserite nel perimetro della fabbrica; in questo modo i dipendenti possono essere più direttamente controllati in caso di assenza o di malattia, infatti in tali casi dopo un'ora dall'inizio del lavoro la guardia è già casa a verificare. Gli abitanti del Cotone sono sempre i primi ad essere ricercati per rimpiazzare gli assenti. Questa borgata è lasciata da anni nel più completo stato di incuria e di abbandono dal momento che, prima o poi, dovrà essere distrutta per l'ampliamento dell'industria: sono già stati demoliti 4 caseggiati compreso quello che ospitava il circolo ricreativo.

 

L. Rombai,

Italsider di Piombino, in AA:VV Fabbrica e Territorio, Firenze, istituto di Geografia quaderno n. 4, 1974 pp.23-24

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    da "Pennellate granchioline"...

 

  Zitto non posso stare, avrei rimorso

Parlo perché passate l'elezioni

Nello svolgere ognuno il suo discorso

A conclusion dell'argomentazioni

L'oratore diceva e noi si intese

"Vogliamo l'avvenire del Paese".

Amici cittadini e via dicendo,

Noi lo sappiamo come s'amministra,

Quello spiegava, io non me ne intendo

Qua c'è la destra, là c'è la sinistra,

E poi, ritonfa, il rifinir cortese:

"Si fa per l'avvenire del Paese".

Ora lasciamo andar, siamo sereni,

C'è l'Italsider, poi c'è la Magona

Il pane noi si strappa, ne convieni?

Quel dare tutto a noi non mi risuona.

A Venturina tornerà il cartello:

"L'America è laggiù", ti sembra bello?

 

 

M.Granchi,

Elezioni poitiche, in Pennellate, Piombino 1965, p. 78

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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