IDENTITA' DI UNA CITTA' INDUSTRIALE

PAG. XIV

La guerra aveva lasciato a Piombino la sua eredità di rovine: la città era stata bombardata; il porto era in gran parte impraticabile; le fabbriche distrutte per oltre il 70% delle loro strutture. Iniziò così una faticosa opera di ricostruzione delle fabbri che e del porto che si concluse solo agli inizi degli anni Cinquanta.

La ricostruzione degli impianti, cominciata per tempo, già nell'autunno del 1944, fu particolarmente laboriosa e si concluse soltanto verso il 1953, con una sostanziale riconferma dell'indirizzo produttivo originario, ma sulla base di una capacità produttiva allargata al punto da consentire un raddoppio della produzione nel solo quadriennio successivo e, soprattutto, coordinatamente con le restanti scelte di investimento che la siderurgia pubblica realizza in quel volgere di tempo. Nel quadro ditali scelte il centro siderurgico di Piombino si avvia ad esaltare la specificità del suo ruolo di grande fornitore di prodotti lunghi, mentre al nuovo centro siderurgico a ciclo completo di Cornigliano Ligure (Genova) venne affidato il compito di rifornire il mercato interno di grandi quantità di Iaminati piani in nastri (coils) (...). La produzione, raddoppiando tra il 1954 ed il 1958, tocca il mezzo milione di tonnellate annue; un secondo raddoppio si verifica tra il 1959 e il 1962, e proprio nel 1962 il centro siderurgico di Piombino, realizzando il traguardo del milione di tonnellate, si colloca al secondo posto dopo quello di Cornigliano. Un ulteriore passaggio di corsia si ha tra il 1970 ed il 1973, quando si giunge a sfiorare il milione e mezzo di tonnellate (...). Un vero salto di qualità nell'organizzazione tecnica si ebbe nel 1970/71 con la messa in marcia di un'acciaieria LD in sostituzione di quella Martin-Siemens e poi con l'installazione, nel 1978, di un modernissimo altoforno in sostituzione dei tre che, se pure rinnovati, ampliati e ricostruiti, costituivano le strutture di base del complesso fin dall'inizio del secolo.

 

F.Bonelli,

Storia di una realtà siderurgica, in Acciaierie cit.

 

 

 

 

.Che la fabbrica fosse centrale non solo nella vita economica, ma anche nell'organizzazione dello spazio e della dimensione "visiva `dei piombinesi con la sua mole incombente,fu una delle intuizioni del pittore fiorentino Fernando Farulli che ha prodotto, con le sue opere, la più signficativa rappresentazione pittorica della realtà industriale piombinese.

Chi giunga a Piombino da Venturina sa come la vista improvvisa, dall'alto, di questo complesso industriale mozzi il
fiato. Le colline circostanti, il mare che si intravede da lontano scompaiono letteralmente di fronte alla sua gigantescae scabra compagine di muraglioni, di tubature, ponti sopraelevati e sfiatatoi che arrossano il cielo anche in pieno giorno. Luci e fiamme, l'aria lacerata e colma di questo fuoco veemente, come se tutto il mondo fosse oramai fuoco, scriverà più tardi Farulli 13).

La scelta della visione ravvicinata è implicita in queste parole, per un pittore che non sa che farsene del vedutismo. Così, già nei primi quadri nati da quest'emozione, lo sguardo isola dal contesto un dettaglio degli stabilimenti per prospettarcelo in tutta la sua monumentalità. Le pareti sono grigie e terrose, con riflessi violacei; lo sterrato antistante ha rare chiazze di un giallo sulfureo. Poi, la pittura cambia registro. Il colore assume forti significati allusivi. I muraglioni riverberano il rosso della fusione del metallo ed il verde di quel po' di vegetazione che ha potuto trovare scampo intorno all'edificio. E, viceversa, il bagliore della colata ed il riflesso bluastro del metallo ossidato si insinuano nelle macchie dei cespugli e nei rami contorti degli ulivi. La netta scansione degli spazi che, sin qui, ha caratterizzato la visione, cede il passo, fra il `58 e il `59, alla composizione del ritmo concitato con scorci di terrapieni, di binari, di capannoni, di edifici di periferia che le pezzature di colore fortemente contrastato (giallo, blu, rosso) affastellano e compenetrano.

 

D.Morosini,

Farulli tra il 1948 e il 1973, in AA.VV. Farulli , Firenze, 1978

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



seguono note....



 

    13)Fernando Farulli (nato a Firenze nel 1925 e morto nel 1997) ha scoperto ed iniziato a riprodurre nei suoi quadri la realtà industriale piombinese fin dal 1949. Importante il suo stage di pittura tenuto a Piombino negli anni Settanta. Il trattato istitutivo della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) venne firmato nel 1951. Giuseppe Petrilli e Mario Scelba erano uomini politici democristiani di primo piana: il primo fu anche membro della commissione Cee e presidente dell'IRI dal 1960. Nella politica industriale siderurgica di questi anni si privilegiarono le collocazioni costiere degli stabilimenti per facilitare l'approvvigionamento di carbone e di minerale di ferro (e il caso della scelta di Taranto). Fra il 1959 ed il 1963 a Piombino fu aperto un terzo altofomo e fu installato un treno continuo per nastri medi, oltre ad un'azione di ammodernamento dell'acciaieria Thomas.

     

 

 

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