AFRICANI SVEGLIATEVI !
È tempo di migrare... recita una poesia
di D'annunzio, niente di più vero , ma questa volta non
migrano le pecore ma gli uomini. Uomini illusi da una propaganda
che fa credere loro che qui in Europa si faccia la bella vita,
non ci siano discriminazioni o povertà.
C'è lavoro per tutti, ma soprattutto, chi è più
bravo ha un avvenire assicurato da vero self made man
divenendo al più presto ricchi o almeno benestanti.
Molti sono gli imbonitori prezzolati che vanno in mezzo a loro
parlando del paradiso che li aspetta. Basta che lo
vogliano, con qualche sacrifico pecuniario, necessario a pagare
quei bravi Boy scout che li traghettano o li trasportano
di nascosto potranno finalmente uscire dalla miseria
e rendere anche i loro familiari ricchi.
Diversi di questi imbonitori sono pagati dai governi e dalle industrie
del Nord del Mondo per poter avere così manodopera a buon
prezzo e per il tempo necessario, buttandola poi via quando non
serve più. Uomini considerati veri e propri oggetti dai
vecchi colonialisti che hanno perso il pelo ma non il vizio.
E l'africano ci casca... Ingegneri, professori, tecnici ecc, credono
di poter mettere a frutto i loro studi. Altri vanno con l'idea
di lavorare quel tanto che basta per poter portersi costruire
una casa nel proprio paese e acquisire una piccola rendita.
La realtà è più misera e se ne accorgono
all'indomani della loro partenza. Invece di fare soldi fanno la
fame... Molti sono ridotti a chiedere l'elemosina un euro
per favore, un euro.... Altri si danno alla delinquenza
per poter sbarcare il lunario, mettendosi al servizio del mafioso
di turno.
La gran massa trova lavoro ma con stipendi miseri e con alloggi
fatiscenti. Solo pochi hanno una vita dignitosa e si integrano
bene.
Erano partiti per cambiare in meglio la lor vita e si ritrovano
schiavi degli stessi padroni che li hanno liberati
!
Africani ! Basta fuggire! Per poi tornare ad essere schiavi. Spendete
le vostre energie non solo per attraversare il mare ma per cambiare
il vostro paese. L'Africa è vostra! E non dei dittatori
che vi hanno messo gli uomini bianchi. Tutti voi avete il diritto
di fare quello che volete della vostra vita e del vostro paese.
Non dovete niente a nessuno ! I debiti che i vostri paesi hanno
nei confronti dei paesi del Nord non esistono! Anzi
i paesi del Nord vi devono rimborsare di tutte le razzie e il
male che vi hanno fatto. Voi non dovete seguire le leggi che vi
hanno portato i bianchi ma dovete usare le vostre leggi. Non avete
alcun dovere verso i bianchi, sono loro che devono chiedere perdono
e mettersi al vostro servizio e, poi al vostro pari.
Come base di partenza delle vostre giuste rivendicazioni potete
rifarvi ai documenti o costituzioni dei popoli cosiddetti democratici,
che hanno risolto i vostri problemi prima di voi. Siamo nell'era
della globalizzazione non solo economica ma anche della democrazia
e del diritto. Oggi le idee le filosofie le teorie politiche si
espandono nel mondo con la stessa velocità dell'economia
e delle finanze e come queste anch'esse hanno il diritto ad essere
trapiantate in qualsiasi parte del mondo ove occorra !
Prendetene a piene mani, e usatene per crescere e divenire finalmente
un continente libero!
Occorre coraggio e consapevolezza ma credo che queste non vi manchino
giacché siete disposti a morire per attraversare il mare
e giungere nel nostro Paradiso. Usatele per iniziare
intorno a voi una nuova vita, nuovi modi di vita e di partecipazione
e divisone delle ricchezze, del potere che ancora lasciate in
mano di pochi. Se poi avete bisogno di aiuto chiedetelo a noi
tramite internet, appelli, richieste o alle associazioni varie
che già esistono nei nostri paesi, e chiedeteci impegno
politico, nuove idee e impegno verso i nostri governi; con iniziative
che di volta in volta farete, e che noi appoggeremo con metodi
e tempi studiati insieme.
Anche alle nostre associazioni e comunità religiose presenti
già nel vostro territorio chiedete subito impegno sociale
e non solo parole.
La nuova Africa può nascere oggi, e sta a voi farla nascere,
e non ai buana.
Henry