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 Dalla prefazione

        Limmensità è una famiglia di vagabondi. Lo spazio nonha passaporto,il cielo non ha segnaletica, l'eternità non ha genealogia, la creazione non ha un nome di battesimo.

                  G.G.

Se si chiedesse a un italiano qualunque da dove provenga e cosa significhi il nome Italia, c'è da star certi che pochi darebbero risposte convincenti. Solo eruditi di vecchio stampo racconterebbero di un antico popolo di "Itali" che avevano un vitello quale emblema totemico ed erano considerati "figli del toro": Altri direbbero che il nome italia deriva da quello di un leggendario personaggio, Atlante Italo, re esacerdote di stirpe titanica, quando la penisola si chiamava Vesperia, o Esperia "paese del tramonto" poiché posto ad occidente. I riferimenti mitici per quanto suggestivi, rimangono segni isolati in un panorama incerto e nebuloso.

Le ricerche sulle origini antiche delle prime civiltà d'italia finora sono state finalizzate a due obiettivi: celebrare la retorica nazionalista, inseguendo ideologie efaziosità, oppure delineare un percorso storico improntato ad un tortuoso nozionismo. Il fine di questo lavoro è un altro: onorare una figura divina, da molti secoli dimenticata, la Grande Dea della Terra, sotto la cui protezione era possibile uscire dal dedalo della vita, percorrendo le complesse e differenti tappe del cammino di conoscenza degli esseri umani. Porsi sotto la sua protezione, seguendone il culto e i riti inizia tici, significava seguire un cammino di conoscenza che avrebbe permesso di uscire salvi dall'oscuro labirinto della vita e acquisire un'anima immortale. Un tale percorso di conoscenza oggi è cerato, dfficilmente individuabile a causa delle condizioni di vita del mondo occidentale. La vera religione e cultura occidentale è consumistica, tutt'al pirì consolatrice di afflizioni.
Nefla mia ricerca sul mistero delle origini dell'antica Italia, non pretendo di offrire verità assolute, né di indicare un percorso cognitivo che sia modello per altri. Credo che ognuno abbia già un suo cammino da compiere e che debba solo imparare a riconoscerlo e a gestirlo cori la propria tesa e lepro prie forze. Ilpanorama del mondo antico che qui emerge vuole essere uno stimolo a scoprire nuovi e inusitati scenari. Mentre scrivo, una nuova eclatante scoperta sembra confennare le tesi sostenute. i titoli dei giornali sono sensazionali:

"Intatti i resti di un villaggio sepolto dal Diluvio universale"(La Repubblica, 14,lX,2000). Un altro riporta: "Fu una catastrqfe: il Mediterraneo straripò al di là del Bosforo con la forza di duecento cascate del N'iagara" La scoperta,dovuta all'archeologo Robert Ballard, è importante perché è la prova definitiva che il mar Nero straripò a causa di uno sconvolgente cataclisma, ricoprendo gli insediamenti umani sulla costa. La datazione attribuibile ai reperti è in torno al 7500-8000 a. C. Urta simile data è indicata per un'enorme piramide sommersa, in Giappone, nano all'isola di Yùnaguni.

Altre scoperte.In varie parti del pianet, confermano l'antica leggenda del Diluvio e dell'inabissantento di civiltà. E ancora altre scoperte verranno alla luce, grazie alle nuove generazioni di ricerca ton e studiosi, non più rigidamente inquadrati in vecchi e inutili clichés accademici, non più vòlù a svalutare il mondo antico per esalta re la superiorità del pensiero moderno, razionale e meccanicistico. Credo che non tarderanno a presentarsi ulteriori scoperte, a conferma che il mondo antico non solo nanfu abitato da selvaggi superstiziosi e animaleschi, ma percorse una sua via evolutiva, magica e interiore, che gli permise di raggiungere i più alti obiettivi e le più incredibili mète.

                Giovanni Feo Febbraio 2001


 Giovanni Feo. ha pubblicato: Dei della terra , ECIG 1991,. Le vie cave Etrusche, Laurum, Pitigliano 1997,. Misteri Etruschi,Stampa Alternativa 2000