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Dalla prefazione Limmensità è una famiglia di vagabondi. Lo spazio nonha passaporto,il cielo non ha segnaletica, l'eternità non ha genealogia, la creazione non ha un nome di battesimo. G.G. Se si chiedesse a un italiano qualunque da dove provenga e cosa significhi il nome Italia, c'è da star certi che pochi darebbero risposte convincenti. Solo eruditi di vecchio stampo racconterebbero di un antico popolo di "Itali" che avevano un vitello quale emblema totemico ed erano considerati "figli del toro": Altri direbbero che il nome italia deriva da quello di un leggendario personaggio, Atlante Italo, re esacerdote di stirpe titanica, quando la penisola si chiamava Vesperia, o Esperia "paese del tramonto" poiché posto ad occidente. I riferimenti mitici per quanto suggestivi, rimangono segni isolati in un panorama incerto e nebuloso. Le ricerche sulle origini antiche
delle prime civiltà d'italia finora sono state finalizzate
a due obiettivi: celebrare la retorica nazionalista, inseguendo
ideologie efaziosità, oppure delineare un percorso storico
improntato ad un tortuoso nozionismo. Il fine di questo lavoro
è un altro: onorare una figura divina, da molti secoli
dimenticata, la Grande Dea della Terra, sotto la cui protezione
era possibile uscire dal dedalo della vita, percorrendo le complesse
e differenti tappe del cammino di conoscenza degli esseri umani.
Porsi sotto la sua protezione, seguendone il culto e i riti inizia
tici, significava seguire un cammino di conoscenza che avrebbe
permesso di uscire salvi dall'oscuro labirinto della vita e acquisire
un'anima immortale. Un tale percorso di conoscenza oggi è
cerato, dfficilmente individuabile a causa delle condizioni di
vita del mondo occidentale. La vera religione e cultura occidentale
è consumistica, tutt'al pirì consolatrice di afflizioni. "Intatti i resti di un villaggio sepolto dal Diluvio universale"(La Repubblica, 14,lX,2000). Un altro riporta: "Fu una catastrqfe: il Mediterraneo straripò al di là del Bosforo con la forza di duecento cascate del N'iagara" La scoperta,dovuta all'archeologo Robert Ballard, è importante perché è la prova definitiva che il mar Nero straripò a causa di uno sconvolgente cataclisma, ricoprendo gli insediamenti umani sulla costa. La datazione attribuibile ai reperti è in torno al 7500-8000 a. C. Urta simile data è indicata per un'enorme piramide sommersa, in Giappone, nano all'isola di Yùnaguni. Altre scoperte.In varie parti del pianet, confermano l'antica leggenda del Diluvio e dell'inabissantento di civiltà. E ancora altre scoperte verranno alla luce, grazie alle nuove generazioni di ricerca ton e studiosi, non più rigidamente inquadrati in vecchi e inutili clichés accademici, non più vòlù a svalutare il mondo antico per esalta re la superiorità del pensiero moderno, razionale e meccanicistico. Credo che non tarderanno a presentarsi ulteriori scoperte, a conferma che il mondo antico non solo nanfu abitato da selvaggi superstiziosi e animaleschi, ma percorse una sua via evolutiva, magica e interiore, che gli permise di raggiungere i più alti obiettivi e le più incredibili mète. Giovanni Feo Febbraio 2001
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