ASSOCIAZIONE ARCHEOLOGICA PIOMBINESE
 

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 RICOGNIZIONI DI SUPERFICIE

 

 Le prime ricerche di superficie nell'ambito del territorio comunale di Piombino furono condotte tra il 1959 ed il 1963 da Attilio Galiberti e da un ristretto gruppo di collaboratori. Esse portarono all'individuazione di alcune stazioni preistoriche, che restituirono materiali inquadrabili cronologicamente fra il Paleolitico medio e l'Eneolitico; nel 1960 fu inoltre localizzata la necropoli protovillanoviana di Villa del Barone.

I risultati di tali indagini, che negli anni successivi furono estese anche ai Comuni limitrofi, vennero pubblicati dallo stesso Galiberti in alcuni lavori di sintesi e nel catalogo della mostra "La Preistoria del promontorio di Piombino", allestita nel 1970 presso la locale Biblioteca.

   

 Già dal 1968, con la costituzione ufficiale dell'Associazione Archeologica, le ricerche avevano avuto un nuovo e più consistente impulso; esse interessarono infatti l'intero comprensorio dell'Associazione Intercomunale Val di Cornia (Zona 25), il cui territorio coincideva in gran parte con quello dell'antica Populonia. Ricognizioni molto intense furono inoltre condotte lungo il medio ed alto corso del fiume Cornia e, più saltuariamente, nel Cecinese e nelle province di Pisa e Grosseto.

Queste ultime indagini, finalizzate soprattutto all'individuazione di insediamenti preistorici, furono condotte in collaborazione con l'Istituto di Antropologia e Paleontologia Umana dell'Università di Siena, presso il quale è conservata gran parte della documentazione raccolta. Tra gli esiti di maggior rilievo di questa attività è sufficiente menzionare la scoperta dei giacimenti di Bibbona (Paleolitico inferiore), Botro ai Marmi (Paleolitico medio), Gavorrano (Paleolitico superiore), oltre al ciottolo con raffigurazione graffita di bovide da Lustignano.

I risultati delle ricognizioni condotte nell'ambito della Val di Cornia fino al 1980 vennero pubblicati nel volume di Fabio Fedeli "Populonia. Storia e territorio" (Firenze, 1983).

   
 
 
 

 L'estensione dei surveys alla parte orientale del Comune di Piombino - che nella cartografia rinascimentale e moderna risultava occupata da ampi stagni costieri - portava a risultati di rilevante interesse scientifico, che rendevano indispensabile la futura redazione di un volume di aggiornamento alla carta archeologica contenuta in "Populonia. Storia e territorio". Prendeva così corpo il progetto di dare vita ad una vera e propria collana di monografie che avrebbe costituito, nel complesso, la "Carta Archeologica della Val di Cornia". Secondo il piano dell'opera, il primo volume avrebbe dovuto contenere i risultati delle nuove indagini svolte nell'ambito del Comune di Piombino, mentre i successivi sarebbero stati dedicati - rispettivamente - ai territori di San Vincenzo, Campiglia Marittima e Suvereto. Se la mancanza di fondi rese inattuabile il progetto editoriale, le ricerche non subirono comunque interruzioni e proseguono tuttora.

A partire dal 1984, in seguito ad accordi intercorsi con la dott.sa Antonella Romualdi, già funzionario di zona della Soprintendenza Archeologica della Toscana, le ricognizioni vennero poste sotto il coordinamento della Soprintendenza stessa, alla quale l'Associazione Archeologica invia periodicamente il piano delle aree interessate dalle ricerche ed i nominativi del personale impiegato in tale attività. L'ubicazione dei siti di interesse archeologico è riportata su cartografia a scala 1:25000, 1:10000 od 1:5000; per ciascun complesso viene inoltre compilata una sintetica scheda informativa..

È assolutamente impossibile enumerare, sia pure per sommi capi, i risultati conseguiti in oltre un trentennio di ricognizioni. Esse hanno infatti portato alla scoperta di centinaia di siti o strutture di interesse archeologico - inquadrabili tra il Paleolitico ed il Medioevo - alcuni dei quali sono già stati oggetto di campagne di scavo da parte della Soprintendenza Archeologica e di volontari di questa Associazione, o ad opera di Istituti universitari toscani. A puro titolo esemplificativo ci limiteremo a ricordare la localizzazione di alcuni insediamenti pre-protostorici (San Vincenzo/Garden Club Toscana, San Vincenzo/Riva degli Etruschi, Poggio del Molino, Baratti/Pineta Casone etc.), della necropoli villanoviana di Poggio del Molino o del Telegrafo, di alcuni sepolcreti orientalizzanti, del sito dell'acropoli di Populonia e di Rocca San Silvestro.

Le carte di distribuzione dei ritrovamenti sono state inoltre messe a disposizione di alcuni Enti pubblici e sono servite da supporto per la redazione dei Piani Regolatori Generali del Comune di Piombino e del progetto del parco archeologico di Baratti-Populonia. La presenza di un membro di questa Associazione (F. Fedeli) tra i componenti della Commissione Beni Ambientali Zona 25 ha inoltre consentito per molti anni di effettuare un costante controllo sulle aree "a rischio" dell'intero comprensorio, sia inserendo specifiche prescrizioni nella concessione delle licenze edilizie, sia seguendo qualsiasi intervento di escavazione o movimento-terra nei cantieri della zona.
 
 

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